Nel
1978 le violente lotte intestine accese da un manipolo di arditi all'interno del Liceo
Marinelli, producono finalmente l'agognata secessione: dalle ceneri dell'orrenda battaglia
nasce il Liceo Niccolò Copernico, alba storica di uno dei periodi più alti della
Friulana Cultura e culla per diversi anni dei futuri artefici della ripresa economica
dell'intero Nordest.
Con disprezzo
verso la popolare zona del Centro Studi il popolo prescelto decide di puntare verso il
far-east della città, culturalmente incolto e soggetto a "classiche culture",
individuando in viale Ungheria una sede carica di buoni auspici per la successiva
invasione economica dell'est-europeo. Subdolamente è insito in loro anche il desiderio di
sfruttare a proprio piacimento importanti appoggi religiosi disponibili nell'ubicazione
prescelta.
Con piglio rivoluzionario vengono rinnegate
le vecchie sezioni ridenominando ogni classe partendo dai vertici dell'alfabeto, dando
così slancio all'entusiasmo di tutti e sconfiggendo l'oppressione del vecchio Marinelli
che, timoroso di quanto poi realmente avvenuto, aveva relegato nelle più infide sezioni
gli elementi più valorosi.
Sotto la guida dell'attento prof. Vittorio
Filippi e vicino alle esigenze dei suoi, l'Istituto si vuole dotare fin dall'inizio di
infrastrutture di primordine, tra le quali come non ricordare l'altezza imponente della
palestra, la magnificenza del parco con le sue statue e fontane, gli ampi uffici riservati
alla Direzione Didattica e le magnifiche aule, vero epicentro di una cultura che,
finalmente libera, stava per invadere e pervadere una regione tradizionalmente vivace e
ricca di mutamenti generazionali.
Chi scrive era lì, fin dal primo giorno,
fin dal primo minuto, testimone di un'epoca che andava iniziando, sta a voi comprenderne
la grandezza, noi la storia l'abbiamo già fatta. |